
Procedere per gradi per arrivare alla perfezione.
Dopo l'uso della subbia per la sbozzatura e poi la gradina per entrare meglio nella forma, è il momento di usare lo scalpello: termine che si dà allo scalpello piatto e largo di diverse dimensioni che serve a questo punto per spianare, eliminare i solchi. le rigature prodotte dalla gradina per ancor meglio definire tutti i dettagli dell'opera.
Volendo, si può lasciare la scultura interamente o parzialmente finita a gradina o persino a subbia ma, questa volta voglio eliminare ogni segno lasciato dagli attrezzi e quindi con lo scalpello cerco di avvicinarmi il più possibile alla superficie pulita.
Anche lo scalpello però lascia le sue tracce e per toglierle i metodi sono diversi: si possono usare le raspe da marmo, ne esistono di varie forme e dimensioni con diversi tipi di dentature e vanno usate con attenzione per rifinire i particolari e magari crearne di nuovi. Anche la raspa, comunque lascia le sue testimonianze e quindi è necessario passare a un altro grado di finitura.
Servono allo scopo ogni tipo di abrasivo: la pomice, le pietre abrasive naturali o artificiali, la carte abrasive da usare con acqua; i dischi abrasivi da montare su utensili meccanici ecc. Importante è iniziare con abrasivi dalla gradazione più grossolana per poi passare a quelli sempre più fini.
La superficie della scultura ora è levigatissima, non si notano più i segni lasciati dai vari attrezzi, è possibile controllare meglio il lavoro bagnandola con acqua. Una volta asciutta sarà liscia ma opaca. volendola lucidare si usano cere particolari da stendere sulle parti interessate mediante dischi di panno montati su levigatrici elettriche ma, dove ciò non sia possibile, bisogna ancora una volta munirci di santa pazienza e tornare ad usare le dita delle mani e sfregare con energia.
Altre fasi di lavorazione della scultura in marmo.
Con la sbozzatura del marmo ottenuta mediante l'uso della subbia, la scultura comincia a delinearsi nella forma voluta. Ora si tratta di definirla meglio, di entrare nei particolari e di avvicinarsi all'ideale progetto pensato; per questa fase si passa ad adoperare la gradina.
La gradina è uno scalpello piatto e largo di varie misure. Presenta una dentatura (generalmente da tre a sei denti) che permette di asportare piccole quantità di marmo lasciando la superficie rigata. I Prigioni di Michelangelo,(esposti al Museo dell'Accademia a Firenze), grandi statue in marmo di Carrara da molti considerati non finiti perchè appunto presentano ancora le tracce lasciate dalla gradina, ne sono un autorevole esempio.
Anche quest'attrezzo deve essere usato con accortezza. Naturalmente è necessaria una certa forza per scolpire, ma, nell'usare il mazzuolo, bisogna procedere per gradi, non avere fretta, anche perchè i denti della gradina possono rompersi colpendo con troppa energia.
Ricavare una scultura da un blocco di marmo lungo e stretto.
E' mia abitudine fare scultura alternando il lavoro fra i vari materiali, marmo, pietra, bronzo, legno, terracotta e altro.
Ora è il momento di iniziare a scolpire quel bel marmo della Versilia stretto e lungo e con quelle belle striature grigie mischiate ad altri colori che attende nel mio studio da un pò di tempo. L'idea di cosa fare è nella mia mente e ho anche preparato qualche schizzo ed il relativo disegno preparatorio.
Predisposta una adeguata base di appoggio per il lungo marmo, scelgo l'attrezzatura adatta, poi traccio con matita le linee di riferimento considerando le diverse proporzioni rispetto al disegno del progetto.
Sono vestito in modo da proteggermi dall'inevitabile polvere e dalle schegge, sopratutto indosso mascherina per la polvere ed occhiali di protezione.
Pronti e via..si comincia! Con mazzuolo e subbia! Bisogna sbozzare il marmo.
La scultura è l'arte del togliere e la subbia è il primo attrezzo che lo scultore adopera, così chiamata già dai tempi di Michelangelo (a Carrara, chiunque si azzardi a chiamare in altri modi questo attrezzo viene regolarmente deriso). Si tratta dello scalpello a punta, di sezione quadrangolare che può essere di varie dimensioni e si usa nella prima fase detta di sbozzatura: operazione che consente di asportare pezzi di materiale anche abbastanza grandi, cercando di dare già una forma approssimativa alla scultura.
Il marmo va trattato con delicatezza, non è necessaria molta energia e, battere con troppa violenza col mazzuolo sulla subbia puo provocare segni profondi che in seguito possono creare difficoltà alla loro sucessiva eliminazione.

Sbozzatura con la subbia.
Varie possibilità di trattamento della scultura in biscotto
La scultura ora cotta a PialArte, si trova allo stato "biscotto" e vi sono tanti modi per trattare la superficie. Si può lasciare così com'è, magari impregnandola con cera liquida sciolta in acqua ragia (la cera può anche essere colorata), trattandosi di scultura, questa può essere già una buona idea.
Essendo però una scultura che in parte ricorda una conchiglia, ho deciso di smaltare le zone che conducono all'interno della stessa, ossia la parte della conchiglia che di solito accostiamo all'orecchio.
Ho scelto un colore translucido che va dal verde chiaro al rosa, applicando prima un leggero strato di ossido di rame, poi tolto con una spugna in modo che il colore rimanga soltanto negli intersizi e nelle piccole imperfezioni che la scultura ci offre, creando così una patina non omogenea .
Per tutto il resto della scultura dove le rigature e i piccoli anfratti sono più evidenti, non uso lo smalto verde rosa ma adotto il sistema dello strato di ossido, un pò più spesso e poi tolgo l'eccedenza con la spugna.
E' sempre molto difficile essere certi che il risultato finale sia quello desiderato, anche stavolta si dovrà aspettare il risultato della cottura a forno spento, sperando che le eventuali sorprese siano positive !

Quali sculture portare e dove collocarle.
L'imponente Fortezza del Priamar di Savona, sorge sull'omonimo promontorio, sede del primo insediamento savonese, eretta dalla Repubblica di Genova a partire dal 1542, è un esempio assai significativo di architettura militare; attualmente vi sono ospitati alcuni Musei civici e viene usata per manifestazioni artistici culturali.
Alla mostra "Priamar d'Autore", gli Artisti invitati si divideranno in due settori, una parte, tra cui la personale di Ernesto treccani, si svolgerà al Palazzo della Sibilla e nelle sottostanti "celle". Gli Artisti che esporranno opere di più grandi dimensioni avranno a disposizione gli spazi all'aperto come: il "prato della cittadella", "la cortina di S.Teresa" e il tetto della polveriera.
Ho scelto per me la Cortina di s.Teresa, detto anche Baluardo, è il posto più in alto tra quelli a disposizione e quindi penso che il vento, lassù soffi più forte.
Sistemerò le due sculture: Olifante 001 e Olifante 002 dotate di corde musicali, orientandole. una a favore del vento di tramontana e l'altra verso quello di mare. Porterò anche "Notturno sospeso" , scultura in pietra del Finale e "Equilibrio instabile", scultura in marmo bianco di Carrara.
Così ho deciso.




























